Questo sito utilizza cookie tecnici, analytics e di terze parti.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie.

Preferenze cookies

Tra la commercializzazione e il postmoderno: gli anni ’80 e ’90

musica-leggera-_-evento-2.-28-novembre-2023

Seconda conferenza della serie: Metti un po’ di musica leggera

Presenta Lev Kats, traduttore dall’italiano al russo e interprete

Evento gratuito online, in italiano

Per prenotare e ricevere il link per l’incontro Zoom, si prega di compilare il MODULO DI ISCRIZIONE

In alternativa, è possibile seguire la conferenza online anche collegandosi a:

Facebook IIC Haifa: https://www.facebook.com/iichaifa

Facebook IIC Tel Aviv: https://www.facebook.com/IstitutoItalianoDiCulturaTelAviv

Negli anni ‘80, mentre il mondo impazzisce per l’Italo disco, sbarcano in Italia nuove tendenze globali: esplode così il fenomeno rock di Vasco Rossi, quello rap di Jovanotti e quello pop di Ligabue, tutti e tre destinati a lasciare un segno nei decenni a venire diventando fenomeni cult della musica italiana. Rinasce Sanremo, che diventa la vetrina del vero e proprio pop italiano (trionfano, tra gli altri, Al Bano e Romina Power, i Ricchi e Poveri, Eros Ramazzotti o Massimo Ranieri). Si fa sentire sempre più potente la voce delle cantautrici: da Nada a Gianna Nannini, da Alice a Carmen Consoli. In tutta Italia sempre più musicisti scelgono come lingua il dialetto: è genovese il concept album Creuza de mä di De André, uno dei dischi più importanti nella storia della musica etnica, veneziano il reggae dei Pitura Freska, napoletano il rap dei 99 Posse. I De Sfroos fanno largo uso del dialetto lombardo parlato nella zona di Como ma il pianista jazz Stefano Bollani si spinge ancora oltre mettendo in musica le poesie di Fosco Maraini in una lingua immaginata, raccolte nel libro Gnòsi delle fànfole. Francesco Guccini porta al Club Tenco il giovane Vinicio Capossela, che nel tempo diventerà uno degli interpreti più originali e sofisticati della musica italiana. Comincia l’esperienza artistica di Caparezza, il primo a portare la canzone d’autore nel territorio del rap, offrendo al pubblico testi problematici che vengono puntualmente fraintesi: così, una canzone di chiara denuncia sociale come Vieni a ballare in Puglia diventa addirittura una specie di inno regionale, motivo di grande orgoglio. Cresce in Italia il filone del pop rock (i Subsonica, i Negramaro), indie rock (i Baustelle), alternative rock (i Virginiana Miller) e folk rock (i Modena City Ramblers, i Bandabardò). Inoltre, è dagli anni ‘90 che si tengono nuovi festival musicali come il Concerto del Primo Maggio a Roma, la Notte della Taranta nel Salento o i Suoni delle Dolomiti nel Trentino.

La serie | Come si traduce in altre lingue il concetto Italiano di “musica leggera”? Se davvero sono “solo canzonette”, come mai troviamo De André nei libri di scuola, tra i più importanti poeti italiani di sempre? Dove passa la distinzione tra la canzone d’autore e il pop? Le piattaforme di streaming aiutano i talenti locali a trovare il proprio pubblico o rendono più omogenea tutta quanta la scena musicale? Come viene rielaborata la tradizione della musica popolare italiana? E dove si colloca il rap nel panorama musicale odierno? Proviamo a inquadrare il percorso della musica leggera italiana in un breve ciclo di conferenze gratuite in italiano a cura di Lev Kats, traduttore, interprete e appassionato di buona musica italiana.

  • Organizzato da: IIC di Haifa
  • In collaborazione con: IIC di Tel Aviv